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Erri De Luca, deux voix pour un même crime.

LE FIGARO

“Se peut-il que l’adolescent italien de Tu, mio (1998), transformé par sa rencontre avec la mystérieuse Caia, un été des années 1950, sur une île de pêcheurs, soit devenu le narrateur du Tort du ­soldat (2012), le vingt-troisième ­livre traduit d’Erri De Luca?

On ne peut pas écarter l’hypothèse, romanesque à souhait. La colère du gamin qui n’hésitait pas à faire le coup de poing avec des touristes allemands ayant eu la mauvaise idée d’entonner un chant nazi à quelques mètres de Caia, rescapée de la Shoah, trouve ici son prolongement. Présent aux commémorations du cinquantenaire de l’insurrection du ghetto de Varsovie, le narrateur se rend ensuite à Auschwitz et Birkenau. Là, face à l’énormité de «l’irréparable», cet homme qui ne sait pas prier n’a d’autre solution que de s’endormir quelques instants. «La plaine de la Haute-Silésie était immobile, l’air à peine agité de papillons noirs. C’était une terre sourde-muette.»

L’anéantissement d’une communauté le pousse, à son retour, à en apprendre la langue mori­bonde: «Le yiddish a été mon entêtement de colère et de réponse. Une langue n’est pas morte si un seul homme au monde peut encore l’agiter entre son palais et ses dents, la lire, la marmonner, l’accompagner sur un instrument à cordes.» On sait qu’Erri De Luca décida d’apprendre l’hébreu et le yiddish pour mieux s’immerger dans la Bible, qu’il lit chaque jour sans être croyant pour autant. Son personnage, qui lui ressemble bougrement, passe chaque mois de juillet dans les Dolomites à lire, écrire et escalader les montagnes. Et, cette année-là, à traduire en italien une nouvelle yiddish ­d’Israel Joshua Singer, le frère aîné du Nobel Isaac Bashevis.

Kabbalistes de tous bords

Ce solitaire qui voit dans la nature des lettres d’alphabets, des mots, des signes, croise dans une auberge une grande femme qui lui offre un sourire comme «un courant d’air qui ouvre une fenêtre». Elle est bientôt rejointe par un homme de haute stature qui se révèle être son père. Pris par son travail sur les mots, le narrateur ne s’aperçoit pas qu’il en prononce certains à haute voix et que cela perturbe le vieil homme. Le premier récit s’arrête peu après et le second commence.

C’est la femme au sourire qui raconte sa drôle d’histoire à côté de celui qu’elle a longtemps cru être son grand-père et un facteur sans histoire, et qui se révèle être son père et un criminel de guerre en cavale. Le vieux nazi n’a qu’un regret: avoir perdu la guerre. Il s’est, lui aussi, mis à étudier la kabbale hébraïque et à voir dans les lettres et les chiffres des preuves de l’échec du nazisme.

Le récit de sa fille est celui d’un être à qui on a longtemps menti et qui ne ressent pas de colère. Elle «s’occupe» de son père, observe sa paranoïa mais ne juge pas. Son histoire ne prend de la couleur que lorsqu’elle évoque les vacances d’été de son enfance et sa rencontre avec un fils de pêcheur sourd-muet qui lui a appris à nager et à manger des oursins crus. Dans ces pages lumineuses, on retrouve la magie de Tu, mio. Coïncidence?”

«Le Tort du soldat», d’Erri De Luca,traduit de l’italien par Danièle Valin, Gallimard, 89 p., 11 €.

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Erri De Luca en France

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Curiosando in una delle tantissime librerie Francesi mi sono felicemente imbattuta in alcuni dei magnifici romanzi di Erri De Luca, la cosa non mi ha assolutamente stupita anzi, ma rende sempre orgogliosi sapere che uno scrittore italiano è riuscito ad ottenere tanto rispetto ed ammirazione all’estero in un momento storico in cui l’Italia sembra voler mostrare solo i suoi lati peggiori.

Browsing in one of the many libraries French I happily came across some of the magnificent novels Erri De Luca, the thing I was not totally surprised indeed, but it always proud to know that an Italian writer managed to get so much respect and admiration abroad in a historical moment in which Italy seems to only want to see its downsides.

Aggiornato di recente

MontiFilm2013 di Gorizia

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Martedi 5 Novembre in occasione del MontiFilm 2013 di Gorizia verrano proiettati a partire dalle ore 21:00 “Conversazioni all’aria Aperta” diretto da Elena Negriolli ed Aurelio Laino e prodotto da OH!PEN in collaborazione con Decimarosa ed a seguire il pluripremiato cortometraggio “Il turno di notte lo fanno le stelle” Scritto da Erri De Luca e diretto da Edoardo Ponti, La serata dedicata alla tematica fondamentale intrapresa da Erri De Luca in entrambe le opere è stata organizzata grazie alla preziosa collaborazione con ADMO, l’Associazione Donatori di Midollo Osseo.

Che cosa è MontiFilm2013? 

MontiFilm2013 è una rassegna annuale che si tiene a Gorizia nei primi tre Martedì di Novembre organizzata dal CAI di Gorizia,  che propone film e cortometraggi il cui tema principale è la montagna nelle sue varie declinazioni.

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SINOSSI “Conversazioni all’aria aperta” di Elena Negriolli ed Aurelio Laino

Il documentario porta a riflettere sulle tematiche sollevate dal cortometraggio “Il turno di notte lo fanno le stelle” ovvero la donazione degli organi, il trapianto, la montagna ed il rapporto che l’uomo ha con essa. Nonostante i temi trattati dal cortometraggio possano sembrare profondamente diversi creano invece uno straordinario legame offrendo uno sguardo ravvicinato al pensiero dello scrittore De Luca, Erri è infatti il filo conduttore  degli incontri e dei dialoghi tra le montagne del Trentino alternando passeggiate e divagazioni a momenti intimi condivisi con il regista Edoardo Ponti, parte del  cast di “Il Turno di Notte lo Fanno le Stelle” e amici. C’e’ una “spaghettata” a casa della poetessa Roberta Dapunt e dello scultore Lois Anvidalfarei, in compagnia di scalatori come Pietro Dal Pra, donatore di midollo osseo, Nives Meroi e Romano Benet. C’e’ un estratto dell’incontro di Erri De Luca e il cast al rifugio Vajolet, nell’ambito degli eventi “Suoni delle Dolomiti”, Il tutto unito da incontri casuali e suggestivi scenari.

SINOSSI “Il turno di notte lo fanno le stelle” di Erri De Luca, diretto da Edoardo Ponti

Un uomo solitario e una donna sposata scalano una parete nelle Dolomiti. Lui ha appena affrontato un trapianto di cuore, lei un’operazione a cuore aperto. Si sono promessi quella scalata nei giorni di attesa in corsia. La loro intesa e complicità sfiora l’amore, però è altra cosa: è ringraziamento fatto all’aria aperta per i nuovi battiti del cuore. La cima raggiunta è il punto di partenza per la vita restituita.

per info: http://www.mountainblog.it/montifilm-2013-ritorna-gorizia-la-rassegna-cinemamontagna/

Pictures of Trees that walk

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Ecco le foto frutto del punto di vista di Mauro Calevi, produttore di Alberi che camminano, questa volta ho scelto il tema navale, le quali riprese si sono svolte a Molfetta, in Puglia.

Ricordiamo che le foto sono state scattate nei cantieri navali dei Maestri d’ascia tra i quali anche i Maestri d’ascia Frassanito.

Here are the pictures created by the point of view Calevi Mauro, the producer of trees that walk, this time I chose the naval theme, such as the shooting took place in Molfetta, Apulia.

The pictures were taken in the shipyards of the Masters of the ax.

Barche a terra / boats to land

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Cantieri navali a Molfetta / Shipyards in Molfetta

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Scheletro / Skeleton

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Barca in costruzione / boat under construction

[pictures by Mauro Calevi]

Chi sono i Maestri d’ascia?

Sono conosciuti come maestri d’ascia gli artigiani dei cantieri navali tradizionali. Qui le imbarcazioni sono ancora costruite totalmente in legno, il nome deriva dalla natura del loro lavoro il quale si svolge in modo manuale senza l’ausilio della pialla, la sagomatura del legno alle barche viene infatti precisamente creata a colpi d’ascia.

Perchè i Maestri d’ascia a Molfetta?

A Molfetta, dove la nostra troupe si è diretta per le riprese del documentario Alberi che camminano” c’è ancora una forte tradizione dei Maestri d’ascia.

Le parole di Erri:

“Uno di loro mi dice: “Il legno è un materiale speciale, non ha regole, è sempre diverso, ha anomalie invisibili. Bisogna conoscere perfettamente il taglio del legno, la luna giusta per farlo, per evitare che prenda una malattia, la lunatura, che lo rende debole e pallido”.

[tratto da Alberi che camminano di Erri De Luca]

Who are the masters of the ax?

They are known as shipwrights artisans of traditional shipyards. Here the boats are still built entirely of wood, the name derives from the nature of their work which is carried out manually without the aid of the plane, the shape of the wood to the boats is in fact precisely created with an ax.

Why the Masters of the ax in Molfetta? Just because in Molfetta there is still a strong tradition of the Masters of the ax.

Fabbrica della Musica_7th day on Alberi che camminano_ Trentino Alto Adige

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La troupe di Alberi che camminano prepara il set in questa fabbrica della musica, qui nascono le viole, i violini e il liuto, alberi anche loro ma che hanno scelto una dolce accordatura all’armonioso fruscio del vento tra le foglie.

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Le parole di Erri De Luca:

“Chitarra, violino, violoncello sono chiamati strumenti a corda. Ma la corda è solo un cavo teso tra ponticello e bischeri, invece il legno è vivo e la musica vibra circolando nei vasi dove scorreva linfa.”

[tratto da “Alberi che camminano” di Erri De Luca]

– 9 Days to “Trees that walk”

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Hi all, we’ve got a lot of new pictures of the work of our troupe of “Trees that walk”, i think you are so curious to see what they’re doing while we are waiting so anxious the coming out of “Trees that walk”…!

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GOOD WORK OH!PEN!!!!

OH!PEN works on “Trees that walk”

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La OH!PEN in trasferta a Trento con Mattia Colombo per lavorare sul nuovo documentario di Erri De Luca,”Alberi che camminano”…

Buon lavoro OH!PEN!

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OH!PEN is already working in Trento on “Trees that walk” with the director Mattia Colombo!

Good work OH!PEN!