Category Archives: art

Alberi che Camminano in anteprima su Vimeo

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Finalmente disponibile in anteprima il teaser dell’ultimo capolavoro nato dalla sinergia Erri De Luca – OH!PEN,  dal suggestivo titolo “Alberi che Camminano” girato tra agosto e settembre scorso. Prima di deliziarvi con il video del teaser di Alberi che Camminano vi ricordiamo alcune interessanti curiosità ed informazioni sulla produzione;

Alberi che camminano è un documentario nato da un’idea dello scrittore Erri De Luca per raccontare la vita degli alberi e del loro intreccio con la vita degli uomini che vivono in stretto rapporto con essi. Girato tra le vette alte ed impervie del Trentino e le dolci coste pugliesi, “Alberi che Camminano” il nuovo documentario prodotto da OH!PEN si propone di raccontare storie, storie di alberi e storie di uomini che si uniscono tra loro muovendosi nel profondo rapporto che lega l’essere umano alla natura qui intesa come Albero, albero che diventa strumento musicale per esprimersi, barca navigare e legno per costruire.

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Click the picture to see the video on Vimeo

Finally available in the teaser preview last masterpiece born from the synergy Erri De Luca – OH!PEN, with the suggestive title “Trees That Walk” shooted between August and September. Before showing you the video teaser of Trees Walking we want to remind you some interesting trivia and information on the production;

“Trees That Walk” is a documentary that was created by Erri De Luca recounting the life of the trees and their relationship with the human race.The documentary was filmed between Trentino in the north and Puglia in the south of Italy.

Storia di Irene finalista al Cortinametraggio 2014

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Proprio oggi a Cortina d’Ampezzo si terranno le premiazioni per i migliori cortometraggi. Siamo stati selezionati con il booktrailer Storia di Irene. Finalisti con il libro di Erri De Luca, la regia di Emanuele Sana, la fotografia di Beppe Gallo e le musiche di Stefano Fresi!

Per informazioni e aggiornamenti riguardo il Cortinametraggio 2014, click sulla locandina;

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“12 Years a Slave”. Steve McQueen

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Brad Pitt described Steve McQueen  ‘Indomitable’, during the Oscars Ceremony. The 12 Years a Slave—the excruciating story of a man sold into slavery, co-produced by Pitt and directed by McQueen—won Best Picture award. McQueen is no doubt a film force to be reckoned with, embraced and feted by Hollywood. And it’s within Hollywood that the artist has found the platform he was looking for.

McQueen’s career is a success story. Enrolling at Goldsmiths College in 1991, was the first step in a trajectory that soon made him one of Britain’s most celebrated artists. The early short film “Bear” (1993), about two men (one of them McQueen) circling each other as if readying themselves for a fight, was the first success followed by other successful and often intrinsic, unsettling art films that quickly gained critical acclaim. Not yet 30, McQueen had a solo show at MOMA in 1997. Two years later he won the Turner Prize, Britain’s most prestigious art accolade.

But contemporary art was always a too small world for McQueen, and he went from experimental filmmaking to explore other paths.  He began with his first feature film Hunger(2008), a grueling account of IRA Bobby Sands’ hunger strike.

Hunger quickly became one of the key films dealing with The Troubles in Northern Ireland, a subject that remains incredibly raw. It pushed McQueen towards very different spheres. His work started to be discussed in mainstream media in a way that was unthinkable in Britain even for high-profile events such as the Turner Prize. Hunger, and later Shame, about sex addiction, attracted viewers who might have never heard of the artist before, and who had perhaps never set foot in a contemporary art museum. However big his art career, it’s with Hunger that McQueen’s voice truly started to be heard.

It is powerful that while the artist was working on Hunger he went to Iraq and embedded in the British army in Iraq as an Official War Artist. McQueen found himself unable to shoot a film. After much reflection, he decided to produce stamps displaying  the portrait of British soldiers killed during the conflict. The piece is called Queen & Country. The artist hoped Royal Mail would print the stamps and put them in circulation. The project garnered some support and a petition with 20,000 signatures, but Royal Mail didn’t get persuaded, and the campaign had to be abandoned.

By contrast, the amount of discourse 12 Years a Slave has generated is staggering. Besides its own merits as movie—superbly carried by the performances of Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, and Lupita Nyong’o—the film has raised important questions on the depiction of slavery in Western cinema and the dearth of black filmmakers dealing with the topic at a mainstream level. It has also put a spotlight on the still-prevailing white stronghold on the movie industry—and, crucially, could well play a role in changing it. 

No contemporary artwork could have had comparable impact. McQueen is well aware of this. When, in the early 2000s, his work took on a more overtly political tone, he wasn’t going to let it speak only to the museum’s white walls, and the (relatively) few who visit its rarefied atmosphere. So he has chosen cinema for his enormous subject. And he won.

OH!PEN IT!_ti consigliamo il Cinema!

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Durante questo periodo di feste natalizie sono molte le cose che si possono fare per passare del bel tempo in compagnia di amici e parenti, così, dopo aver giocato a carte, mangiato fino a saziarsi le mille e mille ghiottonerie tipiche del Natale e festeggiato con ogni mezzo possibile, perché non andare al cinema?

OH!PEN IT, questa settimana sarà dedicato ad un film uscito nelle sale in questo periodo, si tratta del 53° Capolavoro d’animazione Disney: “Frozen – Il Regno di ghiaccio”  diretto da Chris Buck e Jennifer Lee. Un film perfetto per ammirare al meglio  la bellezza dell’inverno tipica di questo magico periodo natalizio.

November 1st, 2013 @ 20:51:56

La trama: “Frozen – Il Regno di Ghiaccio”

Nell’immaginario regno di Arendelle, situato su un fiordo, vivono due sorelle unite da un grande affetto. Un giorno, però, il magico potere di Elsa di comandare la neve e il ghiaccio per poco non uccide la più piccola Anna. Cresciuta nel dolore di quel ricordo, Elsa chiude le porte del palazzo e allontana da sé l’amata sorella per lunghi anni, fino al giorno della sua incoronazione a regina. Ma ancora una volta l’emozione prevale, scatena la magia e fa piombare il regno in un inverno senza fine. Sarà Anna, con l’aiuto del nuovo amico Kristoff e della sua renna Sven, a mettersi alla ricerca di Elsa, fuggita lontano da tutti, per chiederle di tornare e portare l’atteso disgelo.
Dell’ispirazione dichiarata, fornita da una delle fiabe più ermetiche e suggestive di Andersen, “La regina delle nevi”, c’è ben poco, a parte la scheggia di ghiaccio nel cuore e il viaggio di una ragazzina per riportare a casa l’oggetto del suo amore. Ma questo racconto più tradizionale, sceneggiato da Jennifer Lee, ha un suo appeal, differente, nell’urgenza emotiva che porta in scena e nell’originalità dei personaggi principali, nessuno dei quali si svela del tutto al primo ingresso. Così come il dono di Elsa ha un risvolto maledetto, anche i sentimenti di Anna acquistano infatti un’imprevista doppiezza, parallela a quella di Kristoff, per non parlare di quella molto meno ingenua che anima il principe Hans. 

Con questa produzione la Disney sembra rilanciare in modo ancora più attivo il messaggio già affrontato con “Ribelle – The Brave” consigliando alle aspiranti giovani principesse della società contemporanea di non aspettare il principe azzurro per sentirsi all’altezza della risoluzione della propria esistenza.

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“Frozen” is the coolest comedy-adventure ever to hit the big screen. When a prophecy traps a kingdom in eternal winter, Anna, a fearless optimist, teams up with extreme mountain man Kristoff and his sidekick reindeer Sven on an epic journey to find Anna’s sister Elsa, the Snow Queen, and put an end to her icy spell. Encountering mystical trolls, a funny snowman named Olaf, Everest-like extremes and magic at every turn, Anna and Kristoff battle the elements in a race to save the kingdom from destruction.

OH!PEN IT!_ti consigliamo il Cinema!

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Finalmente l’aria natalizia comincia a farsi sentire veramente, con questo lunedì entriamo tutti nella settimana precedente alle vere festività. Come avevamo già anticipato nel post della scorsa settimana, questo freddo lunedì di Dicembre noi di OH!PEN lo dedichiamo alle feste ed alle straordinarie produzioni cinematografiche che nel tempo si sono ambientate in questo magico contesto di festività e luci natalizie.

t’s almost that time of year: the holiday season, when we are forced to spend plenty of time with our crazy families. Many of us will be traveling long distances home for awkward dinners with our extended families. This week OH!PEN IT will be dedicated to some of the most beautiful Christmas Films…

THE CONDUCTOR WITH KIDS, SANTA

L’amore non va in vacanza (The Holiday) diretto da Nancy Meyers

Tradite dai loro uomini e sfortunate in amore, due donne che non si conoscono e che vivono in continenti diversi, una é americana e l’altra é inglese, s’incontrano su internet e decidono di scambiarsi la casa per le vacanze, chissà che un po’ d’aria nuova e il trovarsi in un paese diverso non le aiuti a fare nuove conoscenze.

Two women troubled with guy-problems swap homes in each other’s countries for the holidays, where they each meet a local guy and fall in love.

A Christmas Carol (2009) diretto da  Robert Zemeckis

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È la vigilia di Natale in una Londra di metà ‘800, il vecchio Ebenezer Scrooge, avaro e scorbutico proprietario di un negozio di cambio che mal sopporta il clima di festa e allegria che coinvolge la città, respinge a malo modo l’invito a cena da parte di suo nipote Fred, ed è restio a concedere al suo mal pagato collaboratore Bob Cratchit l’intera giornata di ferie in vista della festività del 25 dicembre. Giunto l’orario di chiusura del negozio, dopo aver cacciato due uomini intenti a raccogliere donazioni per i poveri, Scrooge si reca solitario alla sua dimora, mentre consuma un frugale pasto prima di andare a dormire, riceve la visita di uno spirito, lo spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio al negozio di cambio, morto esattamente sette anni prima, proprio la notte della vigilia di Natale che gli darà la possibilità di cambiare il suo futuro. 

On Christmas Eve 1836, Ebenezer Scrooge, a bitter, miserable old moneylender at a London counting house, goes to the funeral of his former business partner, Jacob Marley. At first, he refuses to pay the undertaker, but eventually gives up the two pennies and takes another pair from Marley. He leaves the funeral parlor in a sour mood. Seven years later, Scrooge is still the same; he holds everything that embodies the joys and spirit of Christmas in contempt. He refuses to visit his cheerful nephew, Fred, at his Christmas dinner party with his family, and complains when his underpaid employee Bob Cratchit begs to take the day off for his own poor family. On Christmas Eve, Scrooge begins to experience unusual incidents while entering his mansion, and is visited by the ghost of Jacob Marley, who is now forced to spend his afterlife carrying heavy chains forged from his own greedy ways. Marley warns Scrooge that he will suffer an even worse fate if he does not repent, and foretells that he will be haunted by three spirits that will help guide him.

Mracolo sulla 34° strada (1994) diretto da George Seaton

Tony, il Babbo Natale dei grandi magazzini Cole, è sorpreso ubriaco durante lo svolgimento del suo lavoro dal signor Kris Kringle. Dato il suo aspetto molto somigliante a Babbo Natale, quest’ultimo viene assunto al posto di Tony dalla signora Walker. Kris si immedesima nei panni di Babbo Natale e sostiene di esserlo veramente. L’impresa più ardua è convincere la figlia della signora Walker, Susan, la quale non crede all’esistenza di Babbo Natale. Nel frattempo i concorrenti dei magazzini Cole ordiscono un piano per screditare il Babbo Natale Kris Kringle. Riescono a farlo arrestare e a rinchiuderlo in una clinica psichiatrica. Tuttavia Kris viene difeso da un abile avvocato il quale, grazie ad un’arguta idea, riesce a far riconoscere l’esistenza di Babbo Natale a livello legislativo.

A little girl discovers dreams do come true if you really believe. Six-year-old Susan has doubts about childhood’s most enduring miracle – Santa Claus. Her mother told her the “secret” about Santa a long time ago, so Susan doesn’t expect to receive the most important gifts on her Christmas list. But after meeting a special department store Santa who’s convinced he’s the real thing, Susan is given the most precious gift of all – something to believe in.

La vita è meravigliosa  (1946diretto da Frank Capra

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 Tratto dal racconto The Greatest Gift, scritto nel 1939 da Philip Van Doren Stern, è considerato uno dei film  più ispiratori, popolari e amati del cinema americano, la cui visione è divenuta tradizionale durante il  periodo natalizio. La trama è incentrata su George Bailey, un uomo nato e cresciuto in una piccola cittadina  rurale che, dopo aver rinunciato per tutta la vita a sogni e aspirazioni pur di aiutare il prossimo, colto dalla  disperazione, è sul punto di suicidarsi la sera della vigilia di Natale. In suo soccorso, grazie alle preghiere  sue e di amici e familiari, arriverà un angelo custode mandato da Dio.

 An angel helps a compassionate but despairingly frustrated businessman by showing what life would have  been like if he never existed.

Topolino e la magia del natale (1999)

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Topolino e la magia del Natale è un film del 1999. È un film d’animazione natalizio direct-to-video prodotto dalla Walt Disney Home Video. I protagonisti sono PaperinoQui, Quo, Qua,PippoMaxTopolino e Minni. Il film si suddivide in tre segmenti separati: “L’incubo di Natale”, “Il Natale di Pippo” e “Topolino, Minnie e il dono dei Magi” narrati da Kelsey Grammer.

A Christmas themed, three-part anthology-style video. The first part, “Donald Duck: Stuck on Christmas”, is essentially a retelling of Ricomincio da capo (1993), with Huey, Dewey, and Louie reliving Christmas ad infinitum. Next is “A Very Goofy Christmas”, in which Goofy tries to overcome his son’s skepticism about Santa Claus. Finally, “Mickey & Minnie’s Gift Of The Magi” recreate the classic tale of ironic Christmas selflessness. The stories are linked together by narration by Kelsey Grammer.

La neve nel cuore (2005) diretto da Thomas Bezucha 

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Il film è ambientato nel periodo natalizio nell’immaginaria cittadina di Thayer, Connecticut. Everett (Dermot Mulroney) è il primogenito dei cinque figli dei coniugi Stone, dalla mentalità piuttosto aperta e bohèmienne: il ragazzo torna a casa per le feste di Natale e coglie l’occasione per presentare alla famiglia la fidanzata Meredith Morton (Sarah Jessica Parker), una donna d’affari New York, nevrotica e ipercinetica, che per il suo temperamento raccoglie solo ostilità dalla famiglia di lui.

The plot follows the Christmas holiday misadventures of the Stone family in a small New England town when the eldest son, played by Mulroney, brings his uptight girlfriend (played by Parker) home with the intention of proposing to her with a cherished heirloom ring. Overwhelmed by the hostile reception, she begs her sister to join her for emotional support, triggering further complications.

OH!PEN IT!_ti consigliamo il Cinema!

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Eccoci rapidamente giunti a questo nuovo Lunedì all’insegna del cinema con OH!PEN IT|. Le feste si stanno avvicinando ed è quasi ora di stilare una lista dei film che durante il mai abbastanza tempo libero delle vacanze dobbiamo assolutamente vedere in compagnia di parenti ed amici!, naturalmente oltre l’abbondante dei tradizionali film natalizi (di cui parleremo nel dettaglio la prossima settimana) ci sono tantissime opere del cinema di ieri e di oggi che meritano di essere “studiate” in famiglia!. Per l’articolo di oggi abbiamo scelto, “Blow up” di Michelangelo Antonioni del 1966.

Here we are to this new Monday dedicated to the cinema with the new format OH!PEN |T. The holidays are very close and it is time to make a list of movies to watch during the holidays with family and friends! For this week we have chosen “Blow up” by Michelangelo Antonioni, 1966.

Chi è stato Michelangelo Antonioni?

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E’ stato un registasceneggiatoremontatorescrittore epittore italiano, considerato uno dei più grandi registi della storia del cinema. Autore di riferimento del cinema moderno, fin dall’esordio nel 1950 con Cronaca di un amore, pellicola che “segna la fine del neorealismo e la nascita di una nuova stagione del cinema italiano”, Antonioni ha firmato alcune delle pagine più intense e profonde del cinema degli anni sessanta e settantaIn particolare, tra il 1960 e il 1962, grazie alla sua celebre “trilogia dell’incomunicabilità”, composta dai tre film in bianco e neroL’avventura,La notte e L’eclisse (con protagonista la giovane Monica Vitti, al tempo compagna di Antonioni anche nella vita), considerati a buon diritto le prime opere cinematografiche che affrontano i moderni temi dell’incomunicabilità, dell’alienazione e del disagio esistenziale, Antonioni riesce a “rinnovare la drammaturgia filmica” e a creare un forte “smarrimento” tra pubblico e critica, che accolgono queste opere “formalmente molto innovative” in “maniera contrastante”. Con i successivi Il deserto rosso (1964Leone d’oro al miglior film al Festival di Venezia) e Blow-Up (1966Palma d’oro al Festival di Cannes del 1967) si consacra definitivamente all’attenzione internazionale vincendo i più prestigiosi Festival cinematografici. Negli anni settanta prosegue la sua ricerca sulla “crisi della modernità”, con opere discusse ed innovative quali Zabriskie Point del 1970 (un atipico road movie di grande originalità formale e narrativa e di forte critica al consumismo) e Professione: reporter del 1975.

Michelangelo Antonioni was an Italian film director,screenwritereditor, and short story writer. Best known for his “trilogy on modernity and its discontents”—L’Avventura (1960), La Notte(1961), and Eclipse (1962)—Antonioni “redefined the concept of narrative cinema” and challenged traditional approaches to storytelling, realism, drama, and the world at large. He produced “enigmatic and intricate mood pieces” and rejected action in favor of contemplation, focusing on image and design over character and story. His films defined a “cinema of possibilities”. Antonioni received numerous awards and nominations throughout his career, including the Cannes Film Festival Jury Prize (1960, 1962),Palme d’Or (1966), and 35th Anniversary Prize (1982); the Venice Film Festival Silver Lion (1955), Golden Lion (1964), FIPRESCI Prize(1964, 1995), and Pietro Bianchi Award (1998); the Italian National Syndicate of Film Journalists Silver Ribbon eight times; and an honorary Academy Award in 1995.

Blow Up by Michelangelo Antonioni

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La storia è imperniata su Thomas, uno scontroso ma molto affascinante fotografo londinese di moda. Egli non è solo un fatuo protagonista dell’ambiente ricco e raffinato della Swinging London anni sessanta, ma anche un artista attento al sociale: sta infatti realizzando un libro fotografico avente come soggetti, spesso inconsapevoli, i ‘clochards’ frequentanti le strade londinesi. Comunque Thomas è egocentrico e non soddisfatto completamente. Ha un buon lavoro e molto tempo libero, gira per Londra con una Rolls Royce decapottabile e non ha certo problemi con le donne. È proprio cercando l’ispirazione per gli ultimi scatti da inserire nel libro che, dopo aver visitato un negozietto d’antiquariato consigliatogli da un amico, in un parco periferico egli s’imbatte in due amanti e scatta loro delle foto cercando di rimanere nascosto dietro gli alberi o i cespugli. Ma la donna della coppia lo scopre e successivamente si presenta allo studio fotografico del meravigliato Thomas per farsi dare, a tutti i costi, la pellicola contenente le foto “incriminate”. Con uno stratagemma Thomas le consegna un rullino diverso da quello usato nel parco e poi, assai intrigato dal comportamento misterioso della donna, inizia ad indagare, ingrandendo (il cosiddetto Blow-Up) le fotografie. Sembra che esse rivelino un assassinio, ma gli scatti non sono del tutto comprensibili. Così il protagonista continua nella sua investigazione: torna al parco dove ha scattato le foto e scopre effettivamente il cadavere dell’amante della donna. Ma al suo ritorno allo studio fotografico ha l’amara sorpresa di non trovare più ne’ il negativo ne’ le stampe ingrandite, presumibilmente sono stati rubati. Inoltre l’amico a cui ha chiesto di andare con lui al parco non è più in grado di ragionare, sotto gli effetti della marijuana che viene distribuita ai partecipanti ad una festa privata; lo stesso Thomas poi si unisce al festino risvegliandosi stordito la mattina dopo. Tornato al parco, questa volta con la macchina fotografica per documentare quanto ha visto la notte precedente, non può che constatare che il cadavere è sparito. Il finale è pessimistico, la verità resta sfuggente, l’arte deve arrendersi alla sua finzione. Nell’epilogo infatti si vede una partita di tennis alla quale una compagnia di mimi ‘gioca’ senza palle né racchette, e un Thomas ormai persuaso di aver immaginato tutto: ‘segue’ con gli occhi la traiettoria e poi ‘sente’ il tipico rumore della pallina percossa dalle inesistenti racchette.

The plot is a day in the life of a glamorous fashion photographer (Hemmings), inspired by the life of an actual “Swinging London” photographer, David Bailey. It begins after spending the night at a doss house where he has taken pictures for a book of art photos. He is late for a photo shoot with Veruschka at his studio, which in turn makes him late for a shoot with other models later in the morning. He grows bored and walks off, leaving the models and production staff in the lurch. As he leaves the studio, two teenage girls who are aspiring models (Birkin and Hills) ask to speak with him, but the photographer drives off to look at an antiques shop. Wandering into Maryon Park, he takes photos of two lovers. The woman (Redgrave) is furious at being photographed. The photographer then meets his agent for lunch, and notices a man following him and looking into his car. Back at his studio, Redgrave arrives asking for the film, but he deliberately hands her a different roll. She in turn writes down a false telephone number to give to him. His many enlargements of the black and white film are grainy but seem to show a body in the grass and a killer lurking in the trees with a gun. He is disturbed by a knock on the door, but it is the two girls again, with whom he has a romp in his studio and falls asleep.  As evening falls, the photographer goes back to the park and finds a body, but he has not brought his camera and is scared off by a twig breaking, as if being stepped on. The photographer returns to his studio to find that all the negatives and prints are gone except for one very grainy blowup showing the body. After driving into town, he sees Redgrave and follows her into a club where The Yardbirds, featuring both Jimmy Page and Jeff Beck on guitar, are seen playing. At a drug-drenched party in a house on the Thames near central London, he finds both Veruschka – who had told him that she was going to Paris, and when confronted, she says she is in Paris – and his agent (Peter Bowles), whom he wants to bring to the park as a witness. However, the photographer cannot put across what he has photographed. Waking up in the house at sunrise, he goes back to the park alone, but the body is gone. Befuddled, he watches a mimed tennis match, is drawn into it, picks up the imaginary ball and throws it back to the two players. While he watches the mime, the sound of the ball being played is heard. As the photographer watches this mimed match alone on the lawn, his image fades away, leaving only the grass as the film ends.

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OH!PEN IT!_ti consigliamo il Cinema!

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Come ogni Lunedì del mese, ecco di nuovo puntuale il settimanale post sull’ormai avviata rubrica sul cinema di OH!PEN, OH!PEN IT. Come altra occasione precedente, per questa settimana abbiamo deciso di ispirarci ad una ricorrenza, questa volta non solo un certo anniversario della nascita di un importante regista ma bensì in memoria ed in sostegno della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne.

Like every Monday, here we are again with the new Format of OH!PEN, OH!PEN IT. This time we decided to inspire us to a celebration and this time not only an anniversary of the birth of an important director but rather in memory and in support of the World Day Against Violence Against Women.

Un introduzione sul tema… Nonostante la drammatica questione della violenza sulle donne sia ancora una realtà ricorrente e sfortunatamente molto attuale, (circa il 70% delle donne in scala mondiale ha subito almeno una manifestazione violenza nell’arco della sua vita) il tema è stato riconosciuto nella sua importanza dall’ONU dal 17 Novembre 1999, data in cui è stata riconosciuta nel 25 Novembre  “La Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne”, la scelta della giornata è in memoria di uno dei più truci capitoli della storia domenicana, in cui nel 1960 persero la vita tre sorelle, torturate ed uccise da alcuni uomini del servizio militare domenicano.

La violenza sulle donne nella rappresentazione cinematografica: Il cinema dal momento della sua nascita tra le altre cose si è sempre impegnato a rappresentare delle realtà, spesso spiacevoli e drammatiche trattando polemicamente i più diversi aspetti della società a scopo di sensibilizzare le masse, più concentrate sulle arti visive, in particolare sul cinema che ad altre libere forme di espressione, per questo motivo nel repertorio cinematografico più attuale e non, sono presenti diverse produzioni basate sul tema della violenza sulle donne. Qui sotto ne ricordiamo alcuni:

The cinema since its birth among other things has always been committed to representing the reality, often unpleasant and dramatic controversially dealing with the many different aspects of society in order to sensitize the masses, more focused on the visual arts, particularly in the cinema other forms of free expression, which is why the most current and non-film repertoire, there are several productions based on the theme of violence against women. Below we will mention a few:

Anatomia di un omicidio di Otto Preminger, (1959), film considerato particolarmente scandaloso al tempo della sua uscita nelle sale, il regista dovette addirittura combattere per impedire alle televisioni di tagliare alcune scene del film. 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=_sj_mzNdy6U] 

L’amour violé di Yannick Bellon, (1978), in cui la giovane infermiera Nicole Serel, viene sequestrata da quattro uomini, lei, costretta a spogliarsi viene picchiata e violentata. Sei mesi dopo, riesce a riconoscere uno dei suoi violentatori, un uomo sposato e padre di due figli, dopo tanti dubbi decide di sporgere denuncia, contrariando sua madre e Jacques (il suo fidanzato) che teme di passare pubblicamente per stupido. Nonostante le avversità Nicole continua la sua battaglia a costo della suo fidanzamento giungendo, così, al processo, che infine si risolve probabilmente con la condanna dei violentatori.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=fAw89uTbTnE]

Stupro di  Lamont Johnson Chris McCormick, fotomodella californiana, riceve in casa sua il giovane Gordon Stewart, insegnante di musica di sua sorella Kathie per ascoltare una composizione. Improvvisamente Gordon la aggredisce, la lega al letto e la sodomizza. Chris lo denuncia, si fa il processo, e un abile difensore convince la giuria a favore di Gordon, facendola dubitare dell’onestà di Chris. L’imputato viene assolto e qualche tempo dopo, Gordon violenta anche Kathie: Chris, allora, lo uccide a fucilate.

La ciociara di Vittorio De Sica Cesira è una giovane forte e risoluta, che vive a Roma insieme alla figlia di 13 anni, Rosetta, durante la seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti e alle mille insidie di una città allo sbando, affida il proprio negozio a Giovanni, un vecchio amico del marito con cui ha una fuggevole relazione adulterina, e intraprende un viaggio non semplice verso Fondi per rifugiarsi insieme alla figlia a Sant’Eufemia di fronte la valle di Fondi, suo paese d’origine. Quando il peggio sembra passato Cesira decide di far ritorno a Roma, ma proprio questo viaggio verso la serenità risulta fatale. Arrivate non senza difficoltà a destinazione, Cesira fa subito la conoscenza di Michele, un giovane intellettuale comunista che ha trovato rifugio anche lui in quei posti. Il giovane, puro e idealista, si innamora di lei, riconoscendone la forza e la dignità e Cesira dopo alcuni attriti iniziali lo ricambia; anche Rosetta gli si affeziona profondamente, vedendolo avvicinarsi alla madre, e un po’ forse immaginandolo ingenuamente accanto a sé. Michele, però, viene preso da cinque soldati tedeschi proprio pochi giorni prima della liberazione e si incammina con loro sui monti senza lasciare più sue tracce. Sulla via verso la città le due, fermatesi in una chiesa diroccata per riposarsi, vengono assalite da un gruppo di soldati nord-africani, che le violentano.

The story centers on Cesira (Loren), a widowed Roman shopkeeper, and Rosetta (Brown), her devoutly religious twelve-year-old daughter, during World War II. To escape the Allied bombing of Rome, Cesira and her daughter flee southern Lazio for her nativeCiociaria, a rural, mountainous province of central Italy. After they arrive at Ciociaria, Cesira attracts the attention of a young local intellectual with communist sympathies named Michele (Jean-Paul Belmondo). Rosetta sees Michele as a father figure and develops a strong bond with him. However, Michele is eventually taken prisoner by a company of German soldiers, who hope to use him as a guide to the mountainous terrain. Cesira decides to return to Rome once the Allied troops end German occupation. On the way home, Cesira and Rosetta are attacked by a gang of Moroccan Goumier — Moroccan soldiers of the French Army. Rosetta is traumatized, becoming detached and distant from her mother and no longer an innocent child. When the two manage to find shelter at a neighbouring village, Rosetta disappears during the night, sending Cesira into a panic. 

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Dispara di Carlos Saura, (1993). Anna, una ragazza che lavora in un circo e diventata famosa perché su un cavallo al galoppo fa tiro al bersaglio con una carabina facendo sempre centro. Nello spettacolo successivo Anna viene notata da tre giovani e che, alla fine dell’esibizione, tentano di abbordare Anna, la ragazza rifuta tutti i loro inviti con energia. I tre, alterati e ubriachi, si allontanano insultandola inviperiti, ma intenzionati a tornare. Nella notte, la raggiungono nella sua roulotte e la violentano brutalmente. Quando se ne vanno la ragazza, rendendosi conto del massacro che ha subito, decide di vendicarsi: sale in macchina portandosi dietro tutte le munizioni di cui dispone e appena vede i suoi violentatori li fredda con tre colpi consecutivi. Anna, ferita, viene fermata da due poliziotti, ne uccide uno e fugge.

Marcos, a young reporter, goes to a circus to write a Sunday supplement piece. As he is leaving, the next act is about to start. It involves a woman riding a horse and performing tricks; the presentation ends in shooting balloons from a horse while it is moving. Marcos is taken by the beauty of Ana, the equestrian sharpshooter, and returns to interview her. She invites him to dinner with the troupe. They dance, and then spend the night together. He falls in love with the beautiful horse-riding circus girl. An affair between them ensues; he considers following her around Europe and promises he would follow her to hell. Soon, Marco has to leave to cover a concert in Barcelona. Fate intervenes when three young mechanics come to repair circus equipment and the owner gives them complimentary tickets for the show. The trio makes a racket as they watch Ana perform. After the show, they follow Ana to her trailer and brutally rape her. Although she is badly hurt, she decides to take matters into her own hands. Bruised, humiliated, and bleeding, she picks up her rifle and goes to hunt them down. She finds them easily at the mechanic shop where they work. She kills them all and leaves without being clearly identified. Ana, who is bleeding badly, has to visit a doctor who reveals to the authorities that she has been raped. The police initially have no clues about the culprit of the triple homicide, but after interviewing the doctor, they begin to suspect Ana.

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Sotto Accusa di Jonhatan Kaplanm, 1988. Sarah Tobias, cameriera in un bar con una pessima reputazione, una sera viene violentata nel locale da tre ragazzi, tra l’incitamento generale degli avventori. Il procuratore Kathryn Murphy si occupa del caso, e accetta un patteggiamento per lesioni colpose (escludendo così lo stupro) per i tre aggressori. Spinta dalla vittima però, con la quale instaura pian piano un rapporto di solidarietà, si rende conto di aver condotto superficialmente il caso e decide di portare in tribunale anche tutti gli uomini che hanno istigato i tre alla violenza. La causa viene vinta e oltre a far mandare in prigione gli istigatori, ottiene il risultato di far aumentare la pena da scontare ai tre stupratori e la modifica dell’imputazione da lesioni colpose a violenza sessuale.

One night in a bar, a working-class woman, Sarah Tobias (Foster), is gang raped by several drunk bar patrons, while drunken onlookers cheer them on. The assistant district attorney, Kathryn Murphy (McGillis), who is assigned to the rape case wants to drop the case. After a heated argument, she is admonished by her superior to enter a plea bargain with the rapists requiring some jail time. Sarah is enraged by the deal, mostly because she did not get to tell her story in court. When Sarah is hospitalized after ramming her car into a pickup truck, whose driver (one of the witnesses who had encouraged the rapists) crudely propositions her, Kathryn decides to prosecute the men who cheered the rape for criminal solicitation. Sarah’s friend Sally (Ann Hearn), a waitress at the bar where the rape took place, picks three men out of a line-up, and they get three different attorneys for the ensuing trial. Sarah testifies that she was raped, while college student Kenneth Joyce (Bernie Coulson), a friend of one of the rapists, testifies to watching the rape prior to making a 911 call. After Kathryn’s closing statement and a single summation from the three defense lawyers, the jury deliberates for a long time, asking several times for Ken’s testimony to be reread to them. In the end, they find the three men guilty. 

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The Time of Butterflies di Mariano Barroso, 2001. La vera storia delle sorelle Mirabal, da cui deriva la scelta del 25 Novembre per la giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

In the Time of the Butterflies is a 2001 feature film, produced for the Showtime television network, directed by Mariano Barroso based on the Julia Álvarez book of the same name. The story is a fictionalized account of the lives of the Mirabal sistersDominicanrevolutionary activists, who opposed the dictatorship of Rafael Trujillo and were assassinated on November 25, 1960.

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