OH!PEN IT!_ti consigliamo il Cinema!

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Eccoci rapidamente giunti a questo nuovo Lunedì all’insegna del cinema con OH!PEN IT|. Le feste si stanno avvicinando ed è quasi ora di stilare una lista dei film che durante il mai abbastanza tempo libero delle vacanze dobbiamo assolutamente vedere in compagnia di parenti ed amici!, naturalmente oltre l’abbondante dei tradizionali film natalizi (di cui parleremo nel dettaglio la prossima settimana) ci sono tantissime opere del cinema di ieri e di oggi che meritano di essere “studiate” in famiglia!. Per l’articolo di oggi abbiamo scelto, “Blow up” di Michelangelo Antonioni del 1966.

Here we are to this new Monday dedicated to the cinema with the new format OH!PEN |T. The holidays are very close and it is time to make a list of movies to watch during the holidays with family and friends! For this week we have chosen “Blow up” by Michelangelo Antonioni, 1966.

Chi è stato Michelangelo Antonioni?

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E’ stato un registasceneggiatoremontatorescrittore epittore italiano, considerato uno dei più grandi registi della storia del cinema. Autore di riferimento del cinema moderno, fin dall’esordio nel 1950 con Cronaca di un amore, pellicola che “segna la fine del neorealismo e la nascita di una nuova stagione del cinema italiano”, Antonioni ha firmato alcune delle pagine più intense e profonde del cinema degli anni sessanta e settantaIn particolare, tra il 1960 e il 1962, grazie alla sua celebre “trilogia dell’incomunicabilità”, composta dai tre film in bianco e neroL’avventura,La notte e L’eclisse (con protagonista la giovane Monica Vitti, al tempo compagna di Antonioni anche nella vita), considerati a buon diritto le prime opere cinematografiche che affrontano i moderni temi dell’incomunicabilità, dell’alienazione e del disagio esistenziale, Antonioni riesce a “rinnovare la drammaturgia filmica” e a creare un forte “smarrimento” tra pubblico e critica, che accolgono queste opere “formalmente molto innovative” in “maniera contrastante”. Con i successivi Il deserto rosso (1964Leone d’oro al miglior film al Festival di Venezia) e Blow-Up (1966Palma d’oro al Festival di Cannes del 1967) si consacra definitivamente all’attenzione internazionale vincendo i più prestigiosi Festival cinematografici. Negli anni settanta prosegue la sua ricerca sulla “crisi della modernità”, con opere discusse ed innovative quali Zabriskie Point del 1970 (un atipico road movie di grande originalità formale e narrativa e di forte critica al consumismo) e Professione: reporter del 1975.

Michelangelo Antonioni was an Italian film director,screenwritereditor, and short story writer. Best known for his “trilogy on modernity and its discontents”—L’Avventura (1960), La Notte(1961), and Eclipse (1962)—Antonioni “redefined the concept of narrative cinema” and challenged traditional approaches to storytelling, realism, drama, and the world at large. He produced “enigmatic and intricate mood pieces” and rejected action in favor of contemplation, focusing on image and design over character and story. His films defined a “cinema of possibilities”. Antonioni received numerous awards and nominations throughout his career, including the Cannes Film Festival Jury Prize (1960, 1962),Palme d’Or (1966), and 35th Anniversary Prize (1982); the Venice Film Festival Silver Lion (1955), Golden Lion (1964), FIPRESCI Prize(1964, 1995), and Pietro Bianchi Award (1998); the Italian National Syndicate of Film Journalists Silver Ribbon eight times; and an honorary Academy Award in 1995.

Blow Up by Michelangelo Antonioni

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La storia è imperniata su Thomas, uno scontroso ma molto affascinante fotografo londinese di moda. Egli non è solo un fatuo protagonista dell’ambiente ricco e raffinato della Swinging London anni sessanta, ma anche un artista attento al sociale: sta infatti realizzando un libro fotografico avente come soggetti, spesso inconsapevoli, i ‘clochards’ frequentanti le strade londinesi. Comunque Thomas è egocentrico e non soddisfatto completamente. Ha un buon lavoro e molto tempo libero, gira per Londra con una Rolls Royce decapottabile e non ha certo problemi con le donne. È proprio cercando l’ispirazione per gli ultimi scatti da inserire nel libro che, dopo aver visitato un negozietto d’antiquariato consigliatogli da un amico, in un parco periferico egli s’imbatte in due amanti e scatta loro delle foto cercando di rimanere nascosto dietro gli alberi o i cespugli. Ma la donna della coppia lo scopre e successivamente si presenta allo studio fotografico del meravigliato Thomas per farsi dare, a tutti i costi, la pellicola contenente le foto “incriminate”. Con uno stratagemma Thomas le consegna un rullino diverso da quello usato nel parco e poi, assai intrigato dal comportamento misterioso della donna, inizia ad indagare, ingrandendo (il cosiddetto Blow-Up) le fotografie. Sembra che esse rivelino un assassinio, ma gli scatti non sono del tutto comprensibili. Così il protagonista continua nella sua investigazione: torna al parco dove ha scattato le foto e scopre effettivamente il cadavere dell’amante della donna. Ma al suo ritorno allo studio fotografico ha l’amara sorpresa di non trovare più ne’ il negativo ne’ le stampe ingrandite, presumibilmente sono stati rubati. Inoltre l’amico a cui ha chiesto di andare con lui al parco non è più in grado di ragionare, sotto gli effetti della marijuana che viene distribuita ai partecipanti ad una festa privata; lo stesso Thomas poi si unisce al festino risvegliandosi stordito la mattina dopo. Tornato al parco, questa volta con la macchina fotografica per documentare quanto ha visto la notte precedente, non può che constatare che il cadavere è sparito. Il finale è pessimistico, la verità resta sfuggente, l’arte deve arrendersi alla sua finzione. Nell’epilogo infatti si vede una partita di tennis alla quale una compagnia di mimi ‘gioca’ senza palle né racchette, e un Thomas ormai persuaso di aver immaginato tutto: ‘segue’ con gli occhi la traiettoria e poi ‘sente’ il tipico rumore della pallina percossa dalle inesistenti racchette.

The plot is a day in the life of a glamorous fashion photographer (Hemmings), inspired by the life of an actual “Swinging London” photographer, David Bailey. It begins after spending the night at a doss house where he has taken pictures for a book of art photos. He is late for a photo shoot with Veruschka at his studio, which in turn makes him late for a shoot with other models later in the morning. He grows bored and walks off, leaving the models and production staff in the lurch. As he leaves the studio, two teenage girls who are aspiring models (Birkin and Hills) ask to speak with him, but the photographer drives off to look at an antiques shop. Wandering into Maryon Park, he takes photos of two lovers. The woman (Redgrave) is furious at being photographed. The photographer then meets his agent for lunch, and notices a man following him and looking into his car. Back at his studio, Redgrave arrives asking for the film, but he deliberately hands her a different roll. She in turn writes down a false telephone number to give to him. His many enlargements of the black and white film are grainy but seem to show a body in the grass and a killer lurking in the trees with a gun. He is disturbed by a knock on the door, but it is the two girls again, with whom he has a romp in his studio and falls asleep.  As evening falls, the photographer goes back to the park and finds a body, but he has not brought his camera and is scared off by a twig breaking, as if being stepped on. The photographer returns to his studio to find that all the negatives and prints are gone except for one very grainy blowup showing the body. After driving into town, he sees Redgrave and follows her into a club where The Yardbirds, featuring both Jimmy Page and Jeff Beck on guitar, are seen playing. At a drug-drenched party in a house on the Thames near central London, he finds both Veruschka – who had told him that she was going to Paris, and when confronted, she says she is in Paris – and his agent (Peter Bowles), whom he wants to bring to the park as a witness. However, the photographer cannot put across what he has photographed. Waking up in the house at sunrise, he goes back to the park alone, but the body is gone. Befuddled, he watches a mimed tennis match, is drawn into it, picks up the imaginary ball and throws it back to the two players. While he watches the mime, the sound of the ball being played is heard. As the photographer watches this mimed match alone on the lawn, his image fades away, leaving only the grass as the film ends.

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