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ImagePer il secondo Lunedì di Novembre eccoci pronti con il secondo post della nuova Rubrica di OH!PEN, OH!PEN IT!. Questa settimana abbiamo pensato di rendere omaggio ad una importante personalità dell’arte cinematografica nata proprio oggi, l’11 Novembre nel ormai lontano 1898, il celebre regista René Clair con Entr’Acte (1924).

In this second Monday of November, the second post of the new Format by OH! PEN, OH! PEN IT is ready. This week we decided to give a tribute to an important personality of the cinema that was born today, the 11th of November in the now distant 1898, the famous film director René Clair with his Entr’Acte (1924).

Chi è stato René Clair?

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René Clair è stato un registasceneggiatore, attore e produttore cinematografico francese. Esordisce con il cinema d’avanguardia  Entr’acte, opera-simbolo del dadaismo, per passare poi alla commedia e affermarsi come “il maestro dell’immagine di Parigi”. Della città e dei suoi abitanti sa cogliere la poesia della vita quotidiana: con finezza e humour, con sensibilità e umanità, narra le storie tragicomiche degli abitanti della periferia parigina.  L’altra caratteristica del cinema di Clair è la componente fantastica. I film di Clair sono popolati di fate, fantasmi e maghi, si passa dal sogno alla realtà e dalla realtà al sogno.

René Clair is: was a French filmmaker and writer. He first established his reputation in the 1920s as a director of silent films in which comedy was often mingled with fantasy. He went on to make some of the most innovative early sound films in France, before going abroad to work in the UK and USA for more than a decade. Returning to France after World War II, he continued to make films that were characterised by their elegance and wit, often presenting a nostalgic view of French life in earlier years. He was elected to the Académie française in 1960.

[Rif. Wikipedia / René Clair]

Entr’acte

Premessa: è considerato il manifesto del cinema dadaista ed una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema.

Un cannone punta minaccioso sulla città di Parigi. Arrivano due personaggi (Satie e Picabia) che lo caricano e sparano. È un rutilare di immagini. Marcel Duchamp e Man Ray giocano a scacchi su una terrazza. Appare una piazza di Parigi al centro della scacchiera (Place Vendôme) e un getto d’acqua, come pioggia sulla piazza, rovescia la scacchiera. La macchina da presa riprende da sotto, attraverso un pavimento trasparente su cui balla, una ballerina che si scopre poi essere barbuta; sfilano fantocci in treno la cui testa è un palloncino che si gonfia, pugili si esibiscono in place de l’Opéra; fiammiferi si muovono, sullo sfondo di una testa capelluta, poi si infiammano e l’uomo si gratta la testa; le colonne di un edificio vengono riprese da più angolazioni; una barchetta di carta “vola” sui tetti di Parigi; appaiono occhi rovesciati sullo sfondo del mare, un uovo bagnato da uno spruzzo d’acqua, un cacciatore in abiti tirolesi che mira all’uovo puntando il fucile dritto contro lo spettatore, poi centra l’uovo. La sua immagine si sdoppia e si moltiplica. Un colombo gli si poggia sul cappello; un altro cacciatore mira allora al tirolese, che cade giù dal tetto. L’uovo ritorna integro. I partecipanti a un funerale, escono dalla chiesa, dietro a un carro funebre, trainato da un dromedario e adornato da ghirlande di pane da cui gli invitati staccano e mangiano pezzi. In discesa, il corteo funebre, nel quale si riconoscono molti degli artisti parigini dell’epoca amici del regista, tra cui Marcel AchardGeorges CharensolPierre ScizeMarcel Duchampnelle vesti femminili di Rose Selavy, prende velocità. In un crescendo di frenesia, acuita dal contrapporsi di scene di gare automobilistiche, montagne russe e traffico cittadino, la bara si stacca e rotola via, finendo in un prato. Tutti si recano attorno al catafalco che si apre e, nella sorpresa generale, esce un prestigiatore, che è lo stesso cacciatore, Jean Borlin, il divo dei balletti svedesi. Costui fa sparire la bara, e poi, uno a uno, tutti i presenti. Rivolge infine la bacchetta contro se stesso e lui pure sparisce. Su un cartellone con la scritta fine irrompe, strappandolo, uno dei cannonieri della scena iniziale; poi un calcio lo fa tornare indietro e si vede la scena riavvolgersi e la scritta ritornare integra.

Entr’acte (1924) is a short film directed by René Clair, which premiered as an entr’acte for the Ballets Suédois production Relâche at the Théâtre des Champs-Élysées in Paris. Relâche is based on a book and with settings by Francis Picabia, produced by Rolf de Maré, and with choreography by Jean Börlin. The music for both the ballet and the film was composed by Erik Satie.
For this production, the Dadaists collaborating on the project invented a new mode of production: instantanéisme. The complete film takes about 20 minutes using such techniques as watching people run in slow motion, watching things happen in reverse, looking at a ballet dancer from underneath, watching an egg over a fountain of water get shot and instantly become a bird and watching people disappear. The cast included cameo appearances by Francis Picabia, Erik Satie, Man Ray, and Marcel Duchamp. The conductor of the orchestra at the premiere was Roger Désormière. In this (definitive) edition the soundtrack was conducted in 1967 by Henri Sauguet.

[Rif. Description YouTube]

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[youtube http://www.youtube.com/watch?v=mpr8mXcX80Q]

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