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di Antonio D’Amore

Donne, montagne e stelle. Questa è una storia di donne, montagne e stelle. Di donne che sanno sognare, di montagne che sanno parlare e di stelle che sanno ascoltare sogni e parole. Del cuore delle donne, dell’odore delle rocce e del colore delle stelle. Questa è soprattutto la storia di una donna, partita da un orizzonte di montagne e arrivata ai piedi delle stelle.

La donna è una teramana, l’orizzonte è quello del Gran Sasso e le stelle sono quelle di Hollywood.

Questa è la storia di Paola Porrini Bisson, teramana (sorella di quella Gioia Porrini che arricchisce di impegno e qualità l’attività del nostro Museo Archeologico), partita da Teramo e approdata, per lavoro e matrimonio, in quel di Laguna beach, uno di quei posti che da noi evocano subito atmosfere da film e che dalla città delle stelle dista poco più di un pugno di chilometri.

Paola sogna. E tra un sogno e l’altro fonda, con l’amica Silvia Bizio, una casa di produzione, che si chiama “Oh! Pen”, che prova a trasformare in immagini uno splendido racconto di Erri De Luca, “Il turno di notte lo fanno le stelle”. Ne nasce un “corto” girato in Italia, interpretato con grande maestrìa da Enrico Lo Verso, Julian Sands e da una splendida Nastassja Kinski, con la regia di “devozione montuosa” firmata da Edoardo Ponti e un intarsio dello stesso Erri De Luca.

Tutto quello che avete letto fino a questo punto sarebbe già un piccolo miracolo.

Se, però, quel “corto” viene presentato con grande successo al Festival del Cinema di Roma, il miracolo si fa un po’ più grande.

E se, all’improvviso, scopri che quello stesso “corto” ha portato il sogno di una teramana fin sul red carpet degli Oscar, allora è segno che le stelle hanno fatto qualcosa di più del loro turno di notte.

Il film prodotto da Paola Porrini Bisson, infatti, è nella shortlist dei cortometraggi in lizza per l’Oscar del 2013.

Sì, l’Oscar.

Erano inizialmente 125 i cortometraggi in lizza per la statuetta pelata, ora la rosa si è ristretta a 11, e tra questi è rimasto in corsa “Il turno di notte lo fanno le stelle”.

Tra qualche riga, potrete leggere la sinossi del film e le note di produzione del progetto, che ha già dato vita ad un cofanetto con Cd e libro della Feltrinelli, in vendita dal 14 novembre, quella che voglio, da teramano (e sognatore) sottolineare è la pennellata di classe con la quale, nel libro, la “nostra” Paola Porrini commenta questa sua avventura. Perché è un commento che sa di impresa. Dell’impresa di una donna che, tra migliaia di problemi, ma anche con la grande determinazione di chi sa che i sogni, se li nutri, diventano storie vere, è riuscita a produrre un film rispettando tempi e budget, raccogliendo le istintive vicinanze e la sincera partecipazione di tutti quelli che, incontrandola, hanno saputo intuirne la missione. Non le sono mancate, perché in questo Paese niente è mai facile, le “volontarie” difficoltà di chi ha fatto di tutto per ostacolare il progetto, persone che, come racconta Paola: «…mi hanno ricordato le difficoltà delle donne italiane ad essere rispettate sul lavoro. Gli ostacoli non hanno modificato la regola di comportamento che condivido con Silvia: dare il meglio senza rinunciare al sorriso».

E se sorridi, le stelle se ne accorgono.

 

Vajolet (foto by Pierpaolo Giuli) (83)

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